Gioielleria Anelli
Gioielleria Rosas: Gioielleria Anelli a Nuoro, in Sardegna e on line
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Nùoro (provincia) - Gioielleria Rosas: Gioielleria Anelli
Il sostegno comunitario a favore del mercato dell'olio d'oliva ha condotto altresì all'aumento della superficie coltivata a olivo. Rilevante è la produzione di sughero , che si ottiene dai sughereti di Gallura e dagli altopiani di Bitti, Alà, Buddusò e Abbasanta. Di importanza ancora maggiore è l'allevamento (ovino e caprino), cui è da ricondurre la maggior parte del reddito agricolo fornito dalla zootecnia. Nonostante la ridotta estensione dei pascoli invernali esso conta un numero assai elevato di capi: più intensamente praticato, in forma brada o transumante, nelle regioni montuose e collinari della Barbagia e sugli altopiani di Bitti e Buddusò, esso genera una cospicua produzione di lana, carne e formaggio, in buona parte esportato (pecorino destinato al mercato statunitense). La pesca, anche in relazione ai caratteri tradizionali dell'insediamento, non ha mai avuto un ruolo pari alle proprie potenzialità, ma nell'ultimo decennio ha conosciuto un apprezzabile consolidamento. L'industria estrattiva (piombo e zinco dell'Iglesiente, carbone del Sulcis), tradizionale nell'isola, ha conosciuto fasi di alterna produttività: trascurata negli anni Settanta, è stata invece ripresa e potenziata dal decennio successivo, per essere di nuovo in parte abbandonata con gli anni Novanta. Le attività estrattive, gestite in precedenza dall'Ente Minerario Sardo (EMSA), sono dal 1998 in corso di privatizzazione. Sono presenti bauxite a Olmedo e fluorite a Perda Lai, San Gavino Monreale, Gennas Tres Montes, Su Muscadroxiu. Dal 1997 è attiva a Furtei (Cagliari) l'unica miniera d'oro italiana, che ha prodotto fino al 2001 2500 kg d'oro. Fra le rocce e i minerali d'importanza minore si trovano in Sardegna notevoli giacimenti di caolino (Serrenti, Romana, Laconi).
Il terziario (69% della forza lavoro) è costituito principalmente dalla pubblica amministrazione, dal commercio al dettaglio e dal turismo, rivelatosi l'attività economica più dinamica per la regione. Prevalentemente balneare e concentrato in Costa Smeralda (e comunque quasi limitato all'area nordorientale dell'isola), malgrado l'importanza assunta esso trova alcuni limiti nel fatto di essere un prodotto di imprenditoria esterna e di non riuscire a creare significative forme di integrazione con gli altri comparti dell'economia, né a valorizzare a sufficienza l'entroterra. Le politiche di sviluppo regionale hanno perseguito, dalla fine degli anni Settanta, il potenziamento di questo comparto, operando anche nei settori delle politiche territoriali e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali: accanto alle conseguenze negative derivanti dall'eccessiva stagionalità del fenomeno e da un utilizzo delle risorse paesaggistiche non sempre oculato, il settore turismo sta operando una funzione di traino per la conservazione delle tradizioni popolari, il restauro degli edifici di pregio, la creazione di musei e centri culturali, la produzione di artigianato artistico, l'istituzione di parchi naturali e lo sforzo di miglioramento dei trasporti. In conseguenza della l. 431 del 1985 ("legge Galasso") sono stati approvati piani paesistici comprendenti, oltre ad alcune aree dell'interno (Sarcidano, Sulcis), tutte le fasce costiere.
La normativa si è arricchita, successivamente, di numerose leggi regionali di tutela ambientale. Limitazioni al settore dei trasporti e alla realtà economica sarda più in generale derivano infine dalle carenze della rete viaria di comunicazione interna, e in una certa misura anche dai collegamenti con il resto del Paese. Dalla seconda metà degli anni Novanta anche in Sardegna ha acquistato particolare peso il settore delle telecomunicazioni, nell'ambito del quale è nata l'impresa Tiscali, giunta in breve tempo ad assumere rilevanza internazionale.